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Tempo di bilanci per il ciclismo azzurro dopo i mondiali di Valkenburg.

25.09.2012

Tempo di bilanci per il ciclismo azzurro dopo i mondiali di Valkenburg.

Tempo di bilanci per il ciclismo azzurro dopo i mondiali di Valkenburg.
Soprattutto se rapportato ai fasti del passato, il raccolto della nazionale italiana è un po’ “magro”, solo due medaglie di bronzo, raccolte nel settore femminile da Anna Zita Maria Stricker e Elisa Longoborghini, e se vogliamo, il contributo degli italiani al BMC Racing Team nell’inedita cronosquadre per club.
Le analisi andranno fatte dai tecnici, senza dimenticare la linea di rigore che la Federciclismo Italiana ha adottato da oltre un anno a questa parte: niente maglia azzurra per gli atleti anche solo sfiorati dall’ombra di doping. Al riguardo qualcuno avrà qualche cosa da ridire, soprattutto guardando il panorama internazionale, dove ad esempio la Spagna, pochi scrupoli s’è creata per schierare Valverde o Contador, idem per altre nazionali; l’Italia, con il presidente Di Rocco in testa la pensa diversamente.
E’ poi curioso osservare come in questo bilancio azzurro dei mondiali strada, concorra in maniera determinante un territorio, l’Alto Adige, che prevalentemente si impegna, e con grande successo, in altri settori, vedi il fuoristrada.
Dei cinque italiani che sono tornati da Valkenburg con una medaglia al collo, due sono altoatesini: Manuel Quinziato e Anna Zita Maria Stricker, quasi a sottolineare che spesso la qualità non equivale alla quantità, ci vuole qualche cosa in più, la classe.

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