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MONDIALI MTB: L’olimpionica Julie Bresset vince anche il titolo iridato

08.09.2012

MONDIALI MTB: L’olimpionica Julie Bresset vince anche il titolo iridato

Sfortunatissima Eva Lechner, bersagliata dalle cadute mentre lottava per il podio – Argento all’eterna Dahle, bronzo alla statunitense Gould

Saalfelden (8/9) - "Questo mondiale non l'ho preparato - ci aveva dichiarato la francese Julie Bresset dopo il Team Relay di giovedì -. Dopo le olimpiadi mi sono rilassata e qui a Saalfelden voglio solo fare una bella gara". Ma la super condizione le è bastata per vincere senza problemi sulle avversarie così come aveva fatto a Londra. E pensare che è solo al primo anno nella categoria Elite. La giornata clou dei mondiali di Saalfelden parte alle 9.00 con gli Juniores Uomini e prosegue alle 11.00 con le Donne Elite in attesa dello spettacolo degli Elite Uomini alle 14.00, quando il pubblico è già folto a bordo tracciato.
Nel giro di lancio si sganciano le due tedesche Adelheid Morath e Sabine Spitz, recente argento a Londra, ma le avversarie rientrano sulle due fuggitive, e a questo punto è la giovane campionessa olimpica Julie Bresset a mettersi davanti.
Le altre faticano a tenere il suo passo e così si forma un gruppetto di inseguitrici con la statunitense Georgia Gould, bronzo olimpico, la plurititolata norvegese Gunn Rita Dahle, Sabine Spitz e la nostra Eva Lechner che pare davvero aver superato la delusione olimpica con la maglia iridata Team Relay.
Si stacca Georgia Gould, ma purtroppo Eva Lechner cade rovinosamente affrontando il "pietrone". Dopo qualche attimo si rialza per raddrizzare il manubrio, e riparte dalla ventesima posizione. Davanti Julie Bresset cavalca sempre solitaria, con un vantaggio che arriva ai venti secondi dopo un paio di giri.
Dietro la francese, quindi, inseguono appaiate Gunn Rita Dahle e Sabine Spitz, ma ecco che al terzo dei sei giri la norvegese cade coinvolgendo anche Sabine Spitz, che piega la ruota posteriore e deve prendere la bici in spalla per correre ai box. Viene superata anche da Eva Lecnher, che torna vicina alla top ten girando di nuovo con tempi da podio.
I divario di Julie Bresset, perfetta e precisa, raggiunge il minuto e mezzo ad un giro dalla fine, dietro c'è sempre Gunn Rita Dahle ad inseguire mentre per la terza posizione da un folto gruppo esce Georgia Gould, che deve guardarsi alle spalle dalla svizzera Esther Suss e dalla russa Irina Kalentieva e, a vista, c'è Eva Lechner.
Dopo il suono della campana le posizioni di testa rimangono invariate, e così Julie Bresset a soli ventitré anni può già vantare un titolo olimpico, una Coppa del Mondo, un campionato mondiale Elite, oltre ovviamente al titolo mondiale Under 23 dello scorso anno, e probabilmente avrebbe vinto anche quello del 2010, se non si fosse rotta la clavicola poco prima. Gunn Rita Dahle e Georgia Gould mantengono le posizioni, conquistando argento e bronzo.
Tutti gli azzurri a seguire Eva Lechner, vicinissima alla top five. Purtroppo però la bolzanina della Colnago cade nella ripida discesa dopo il drop di legno, battendo violentemente l'addome sul manubrio. Ripartirà? Sì, e finirà quattordicesima. Nessuna grave conseguenza per lei nelle cadute, ma tanto rammarico per il podio sfumato.

Fonte: Andrea Berlusconi

CROSS COUNTRY DONNE ELITE: 1. Julie Bresset (Francia) in 1h32’25”; 2. Rita Gunn Dahle (Nor) a 1’47”; 3. Georgia Gould (USA) a 3’12”; 4. Esther Suss (Svi) a 2’22”; 5. Irina Kalentieva (Rus) a 3’23”; 6. Sabine Spitz (Ger) a 3’45”; 7. Teresa Hurikova (Rep. Ceca) a 3’52”; 8. Lea Davison (USA); 9. Aleksandra Dawidowicz (Polonia) a 4’03”; 10. Blaza Klemencic (Slovenia) a 4’05”; 14. Eva Lechner (Ita).

Lechner: “Senza le cadute avrei lottato per il podio”
L’azzurra è rammaricata, ma anche consapevole di aver fatto la gara più bella di tutta la stagione
"Peccato perché oggi la condizione era super mi sentivo benissimo e senza quelle cadute sono sicura che avrei potuto lottare per il podio dice la Lechner, ammaccata e infangata ma sorridente al traguardo -. Mi dispiace per come è andata, allo stesso tempo sono felice perché penso di avere fatto la gara più bella della stagione. Mi sono ritrovata fisicamente e mentalmente e penso di avere riscattato la prestazione opaca fatta a Londra.
Dopo le cadute ho stretto i denti e nonostante il dolore per le escoriazioni e le botte ho dato il massimo e sono riuscita a rimontare moltissime posizioni, a un certo punto ero anche settima, poi nell’ultimo giro ho pagato il grande sforzo fatto per rientrare, avevo finito le energie e forse a causa di questo sono caduta di nuovo proprio nel finale.”

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