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Concluso il 36° Giro delle Dolomiti

04.08.2012

Concluso il 36° Giro delle Dolomiti

BOLZANO. Bilancio estremamente positivo per la trentaseiesima edizione del Giro delle Dolomiti. Oltre settecento partecipanti, provenienti da tutto il mondo, hanno animato la prestigiosa manifestazione cicloturistica. Il Giro incorona Cristian Pinton e Lorna Ciacci (nella foto), i quali hanno dominato questa trentaseiesima edizione della prestigiosa cicloturistica. Si sono aggiudicati l’ultima tappa, “La strada del Vino”, il meranese Michael Tumler e la solita Lorna Ciacci. In campo maschile, secondo posto per Cristian Pinton e terzo per Eduard Rizzi.
Nella classifica di rappresentanza per società, netto successo della “Rsc Niddatal”. La “Rewel Team” ha invece vinto la classifica di merito, grazie ai
successi di Andreas Kofler nel “Giro breve” e agli ottimi piazzamenti dei suoi atleti. Tra questi, si segnala Martin Betelle (quinto in classifica generale
e terzo nella categoria A). La manifestazione, che si è sviluppata nell’arco dell’intera settimana, oggi conclusasi, ha coinvolto per l’appunto i settecento
partecipanti, di provenienza internazionale. Un vero successo per gli organizzatori, che hanno connesso alla corsa più attesa dell’anno una particolare finalità. Il Presidente dell’”A.S. Giro delle Dolomiti”, il Gen. Carlo Bosin, infatti, è riuscito, unitamente ai suoi collaboratori, a conferire alla gara una forte connotazione turistica, senza comprometterne l’aspetto agonistico. Le Dolomiti sono state prese letteralmente d’assalto dai ciclisti: ventuno le Nazioni rappresentate. L’intensa settimana è volata in un baleno. Ma ciò che resta veramente memorabile è il legame che ha stretto i corridori al territorio. Ne danno testimonianza i “premi fedeltà”, assegnati a coloro i quali prendono parte al Giro da dieci, quindici, venti, venticinque, trenta e trentacinque edizioni. Tra i più affezionati si ricordano Peter Krebs (30 anni di partecipazione) ed Enzo Scarseli (35). La lista, comunque, è molto lunga. Fra una salita e l’altra, gli atleti hanno avuto l’opportunità di respirare l’essenza del Giro: la passione per le due ruote e il sano spirito sportivo. Per sette giorni piazza Fiera è stata la sede della multiculturalità. Ogni partecipante è sicuro di aver lasciato una traccia indelebile del suo passaggio. I tratti cronometrati si sono trasformati in autentici campi di battaglia: al termine delle scalate, però, c’erano solo vincitori. I più allenati si sono aggiudicati i piazzamenti migliori. Ma, alla fine, ognuno ha ricevuto tanta soddisfazione: ad affrontare i percorsi più impegnativi anche alcuni ipovedenti e portatori di handicap che, con il loro entusiasmo, hanno offerto una grandissima lezione di vita. Gli agonisti non si sono risparmiati, viaggiando a ritmi elevatissimi. Il livello tecnico, infatti, migliora di anno in anno. Tra gli uomini di classifica anche numerosi giovani e giovanissimi (tra questi anche un quindicenne), quali lo stesso Pinton (classe 1984), Martin Betelle (classe 1985), Matthias Dichtl (classe 1986) e il diciassettenne norvegese Äge Ljostad Nilse, solo per citarne alcuni. La crono di ieri (“La strada del vino”) ha riproposto la classica di un tempo: una salita breve ma impegnativa, per una pendenza media del 6,24%. 
Il ritorno a Bolzano è stato allietato dalla banda cittadina, che si è esibita in Fiera già dalle 12.45. Le premiazioni sono seguite, dalle 13.30, alla presenza delle autorità. Alla fine l’immancabile promessa: arrivederci tutti
alla trentasettesima edizione.
INTERVISTE
IL PRESIDENTE DELL’A.S. GIRO DELLE DOLOMITI, IL GEN. CARLO BOSIN: “Sono contento per come si è svolta la manifestazione. Pochi incidenti, tutti di poco conto, e condizioni meteo favorevoli, eccezion fatta per la pioggia di
domenica scorsa. Buono anche il livello dei partecipanti, considerando la difficile
situazione economica in cui versa soprattutto l’Italia. Molto valido anche l’
aspetto tecnico degli atleti, con diversi elementi di assoluto valore.
CRISTIAN PINTON: “Sono molto felice di questo successo, conseguito dopo la
conquista del titolo italiano di salita del 14 luglio scorso. E’ un sogno che
si realizza. La tappa più dura? Sicuramente quella del Passo delle Erbe, in
quanto non era adatta a me e ho temuto di cadere a causa della strada
sdrucciolevole. Ho avuto in Eduard Rizzi un degno avversario. Complimenti all’organizzazione”.
LORNA CIACCI: “Ho provato bellissime sensazioni, è il mio primo successo. Mi sono divertita con tutti i miei amici. E’ questo lo spirito del Giro”.
Ufficio Stampa “A.S. Giro delle Dolomiti”

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