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La prima tappa del 36. Giro delle Dolomiti a Cristian Pinton e Lorna Ciacci

29.07.2012

La prima tappa del 36. Giro delle Dolomiti a Cristian Pinton e Lorna Ciacci

BOLZANO. Si è conclusa con i successi di Cristian Pinton e di Lorna Ciacci la prima tappa del “36° Giro delle Dolomiti”. La gara inaugurale della tradizionale cicloturistica non ha deluso le aspettative: in cima all’osservatorio astronomico “Max Valier” di S. Valentino in Val d’Ega hanno tagliato il traguardo gli scalatori più forti. Nato a Tombolo (Padova), il ciclista della Keteam Asd si è aggiudicato la corsa in 41’40”, precedendo di 57” il meranese Michael Tumler. Terzo, per soli cinque secondi, Eduard Rizzi, di Sarentino. Tra le donne, netta affermazione della Ciacci (Team Zanolini Bike Prof., 50’29”), la quale ha preceduto di quasi un minuto Claudia Wegmann. Il violento temporale della notte scorsa lasciava presagire il peggio: in realtà, ai nastri di partenza si sono presentati circa settecento atleti, intenzionati a darsi battaglia in salita. I problemi sono sorti, invece, al termine della crono, quando sul tracciato si è abbattuta una pioggia torrenziale. La sveglia era suonata presto per i concorrenti, che già affollavano il piazzale della Fiera di Bolzano alle prime luci dell’alba. La partenza è avvenuta alle 8, come previsto. La carovana si è subito lanciata in via Buozzi per poi dirigersi in città e nelle zone limitrofe, allo scopo di effettuare il riscaldamento. Abbandonata Bolzano, i “girini” hanno pedalato di gran carriera verso Prato Isarco, località in cui è scattata appunto la crono. Il terzetto di testa, guidato da Pinton, Tumler e Rizzi ha imposto un ritmo indiavolato. Nei primi cinque chilometri, i ciclisti se la sono dovuta vedere con un dislivello di poco superiore ai 500 metri e con una pendenza costantemente maggiore del 10%. Il gruppo ha quindi raggiunto l’abitato di Collepietra tra un tornante e l’altro. A quel punto la salita si è presentata meno ostica e ha perciò offerto a tutti la possibilità di attaccare. Le pendenze, comunque, si sono attestate fra il 7 e l’8%. “Al cospetto del Catinaccio” è solo la prima delle sei tappe dell’edizione 2012, alla quale hanno preso parte atleti provenienti da oltre venti nazioni. Rispetto al passato, gli organizzatori del Giro hanno preferito concentrarsi soprattutto sulla sua forte vocazione turistica. I percorsi (sempre molto impegnativi) sono stati selezionati, tuttavia, con l’obiettivo di valorizzare l’amenità del paesaggio. A giudicare dalle reazioni, la missione è perfettamente riuscita: nonostante la tappa abbia messo a dura prova tutti i partecipanti, all’arrivo si sono notate solo facce sorridenti. Altro punto di forza della trentaseiesima edizione l’elevato numero di corridori stranieri, giunti in Alto Adige da ogni dove, per trascorrere una settimana sulle Dolomiti, le montagne più belle del mondo, patrimonio dell’umanità (Unesco). La crono è terminata all’osservatorio astronomico “Max Valier” di S. Valentino in Val d’Ega. Non sono mancati momenti di commozione, quando il presidente dell’A.S. Giro delle Dolomiti, il Gen. Carlo Bosin ha ricordato, insieme al suo staff, il compianto Andrea Corona, consigliere prezioso, scomparso recentemente all’età di 52 anni: a lui è stata dedicata la tappa. Prima di rimettersi in marcia, i ciclisti hanno avuto l’opportunità di riposarsi e di rifocillarsi. I “girini” sono ripartiti per Nova Ponente intorno a mezzogiorno. Dopo il pranzo, il ritorno a Bolzano nel primo pomeriggio. Nel frattempo, cresce l’attenzione per la tappa di domani, considerata una delle più dure dell’intera manifestazione. La partenza da Alba di Canazei è prevista alle 8.30. La crono avrà inizio a Malga Ciapela e terminerà a Passo Fedaia. Il ritorno, sempre ad Alba, intorno alle 15.30.

INTERVISTE

CRISTIAN PINTON: “Qui è tutto molto bello. Strade pulite e sicure: nessun pericolo”. E sulla crono, il patavino non ha dubbi: “Era proprio rispondente alle mie caratteristiche. Adoro le pendenze importanti”. Domani c’è il Fedaia. “Personalmente non vedo l’ora di attaccare”.

MICHAEL TUMLER: “Sono un po’ indietro con la preparazione. Quest’anno conto di partecipare a tre o quattro tappe per “prendere” le gambe”.

EDUARD RIZZI: “Nonostante il primo tratto fosse un po’ duro, in generale mi sono trovato a mio perfetto agio in tutta la crono. Le gambe ci sono e mi sento in forma: percorrerò il Giro completo”.

LORNA CIACCI: Lorna Ciacci è una delle favorite. Nativa di Catanzaro, risiede a Bolzano da sette anni. “Sono alla terza partecipazione”, afferma. Nelle edizioni precedenti ha sempre ottenuto piazzamenti di assoluto rilievo. “Il pezzo iniziale, caratterizzato dai tornanti, si è rivelato abbastanza difficile e quindi mi sono dovuta un po’ risparmiare. Il Fedaia è una delle mie salite preferite, ma devo riconoscere che la concorrenza è piuttosto agguerrita. In compenso, la testa c’è”.

PIETRO BONADIO (PRESIDENTE “G.S. RUOTE D’ORO”). Partecipano al Giro anche numerosi veterani. Tra le società storiche è doveroso menzionare la “G.s. Ruote d’oro” di Pietro Bonadio. “Noi, nati nel 1976, non siamo mai mancati. Quest’anno ci siamo iscritti con una decina di tesserati. Le tappe più impegnative? Sicuramente quelle di domani, ma anche di giovedì e venerdì”.

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