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Alban Lakata trionfa alla “18ª Südtirol Dolomiti Superbike”

08.07.2012

Alban Lakata trionfa alla “18ª Südtirol Dolomiti Superbike”

La “Südtirol Dolomiti Superbike” ha un nuovo vincitore: l’austriaco Alban Lakata si è aggiudicato la vittoria della gara sulla lunga distanza. Urs Huber non è riuscito, nonostante una rispettabilissima gara, ad essere il primo a trionfare quattro vittorie alla “Dolomiti Superbike” ed entrare così nella storia della “Südtirol Dolomiti Superbike”. Fra le donne si è imposta la britannica Sally Bigham, che ha lasciato le altre concorrenti a debita distanza.

Al via della gara sui 119,9 km (3.822 m di dislivello) c’erano nomi d’eccellenza e quindi era difficile avere dei favoriti. Quest’anno in gara c’erano nove dei primi dieci della classifica mondiale UCI. Per questo motivo lungo il percorso c’è stata una vera battaglia, per molto tempo si è formato un gruppetto composto da Urs Huber, Alban Lakata, Alexandre Moos, Ilian Periklis e Juri Ragnoli.

Chi si aspettava un duello fra il vincitore dello scorso anno Urs Huber e il secondo classificato Lakata, si è dovuto ricredere. Nelle immediate vicinanze di Dobbiaco, nell’ultima parte di gara, all’altezza del „Silvesterplatzes“, Huber ha perso definitivamente terreno, i continui attacchi di Moos e Lakata hanno spaccato il gruppo. Solamente Periklis è riuscito a tenere la ruota dei due. L’ultima discesa è stata quella decisiva, Lakata si è liberato dei suoi rivali e ha tagliato il traguardo per primo con il tempo di 4:40.56,4. Il suo vantaggio sul secondo classificato Moos è stato di 15 secondi e appena dietro - per alcuni a sorpresa – il greco Periklis. Per Lakata (per i suoi sostenitori „Albanator“) è stata la sua prima vittoria alla „Südtirol Dolomiti Superbike“, l’austriaco ha fatto vedere di essere in buone condizioni e, ancora una volta, ha dimostrato per quale motivo è uno dei migliori corridori del mondo.

Una gara tattica ed intelligente quella di oggi per Sally Bigham. La britannica, vincitrice la scorsa settimana della KitzAlpBike, ha accellerato gradualmente, si è lasciata alle spalle rivale dopo rivale e ha percorso l’ultima parte di gara in solitaria. Alla fine ha tagliato al traguardo con un consistente vantaggio, il cronometro si è fermato 5:39:38,4. Attorno ai quattro minuti e mezzo il distacco della seconda classificata, la norvegese Borghild Loevset, che ha preceduto di due minuti la tedesca Nina Gässler.


Prime impressioni

Uomini:

Alban Lakata: „Qui ho fatto una delle mie prime gare da professionista, grazie all’atmosfera, alla perfetta organizzazione e al tracciato sono stato infettato dal virus della MTB. Vincere qui, dopo che ci sono andato così vicino più volte, è semplicemente fantastico. Ho avuto problemi di stomaco, ma sentivo di avere delle buone gambe. Alla fine è stata una dura lotta a tre e il dover sorpassare gli amotori ha richiesto un’alta concentrazione, in discesa ho dato tutto e il traguardo si avvicinava sempre di più. Complimenti anche ad Alexandre Moos, ha corso bene e ha tenuto alto il tempo“.

Alexandre Moos: „Siccome ho 40 anni, questa sarà probabilmente la mia ultima stagione, aver combattuto fino all’ultimo per il primo posto, in questa importantissima gara e alla fine essere arrivato secondo, è fantastico. Assieme a Lakata ho tenuto alto il tempo. È stato un finale emozionante con condizioni esterne perfette”.

Ilias Periklis: „Sono molto contento, per me la Dolomiti Superbike è una classica, paragonabile alla Milano – San Remo. Ho avuto qualche difficoltà a rimanere a ruota di Moos e Lakata dopo il loro attacco a San Silvestro a causa dei crampi. Sono riuscito comunque a tenerli e nell’ultima salita ho provato addirittura ad attaccare, sentivo in me la voglia di vincere, ma in discesa non sono riuscito a tenere il ritmo di Lakata e così ho fatto lo sprint con Moos per il secondo posto“.


Donne:

Sally Bigham: “È stata una gara molto tattica. Sono partita assieme ad Andreeva e Loevset. Dopo il punto di ristoro di San Candido, Andreeva si è staccata e nell’ultima salita, dopo il ristoro, ho lasciato dietro di me anche Loevset, anche lei molto forte. Sono veramente molto contenta di aver vinto questa gara in montagna, anche perchè a casa mia ci sono solo colline. Ho iniziato in Inghilterra come mezzofondista, e ho cambiato poi per la MTB. Questa stagione sta andando veramente bene e ne sono felice“.

Borghild Loevset: „Gli ultimi 15 km sono stati veramente duri. Ho avuto grosse difficoltà, abbiamo tenuto un tempo sempre molto alto. Le condizioni climatiche erano perfette e per me è stato fantastico rimanere assieme alla Bigham per così tanto tempo, non me lo aspettavo. Il tipo di percorso mi ha sicuramente avvantaggiata, amo le salite lunghe e la Dolomiti Superbike ne offre diverse. Sono molto soddisfatta della mia prestazione, spero di riuscire a mantenere questa forma“.

Nina Gässler: „Sono molto soddisfatta della mia prestazione. Oggi sembrava funzionasse tutto da solo. Se la gara fosse stata ancora più lunga, forse sarei riuscita ad arrivare seconda. Bigham oggi è stata fortissima. Nessuno poteva batterla oggi“.

La gara maschile sulla distanza corta si è aggiudicata il vincitore dello scorso anno, il colombiano Jaime Chia Amaya del Team KTM-Stihl Torrevilla MTB col tempo di 2:07.46,3. Per molto tempo attaccato alla sua ruota, l’altoatesino Fabian Rabeinsteiner dell’ASV St. Lorenzen Rad, il quale ha tagliato il traguardo con 30.4 secondi di ritardo. Al terzo posto il roveretano Martino Fruet, il quale alla fine è stato staccato dal vincitore di due minuti e 50 secondi.

Fra le donne si è imposta la tedesca Barbara Kaltenhauser, la quale lo scorso anno ha gareggiato sulla lunga distanza piazzandosi ad un buon quarto posto. L’atleta della Germania, senza troppa fatica ha percorso i 56,9 km in 2:39.33,9, con un vantaggio di due minuti sull’italiana Sandra Klomp. Cinque minuti scarsi di ritardo per la terza classificata Serena Calvetti, che si è aggiudicata la vittoria nella categoria U-23.


Prime impressioni

Uomini:

Jaime Yesid Chia Amaya: “Sono molto molto contento di aver confermato la mia vittoria dello scorso anno. Oggi è stato molto difficile, dopo la prima salita ero solamente terzo e con un piccolo distacco dagli altri. Poi sono riuscito a riprenderli ed eravamo in un gruppo di tre. Mi sono accorto che le gambe giravano bene e così nell’ultima salita ho sferrato l’attacco e ho cercato la fuga con una velocissima discesa, fortunatamente è andata bene“.

Fabian Rabensteiner: “Sono molto soddisfatto della mia gara. Nella prima salita ho avuto qualche problema, ma in discesa rischiando un po’ mi sono ripreso. Verso la fine della gara le forze mi hanno un po’ abbandonato e così ho perso il contatto dal vincitore”.

Martino Fruet: “Sono molto felice del terzo posto. Sono abituato a gare della durata di un’ora e mezza, due, quindi per me era chiaro correre sulla distanza corta, anche perché sono reduce da un dolorosissimo infortunio al gomito. Giá dall’inizio mi sono sentito bene e per questo ho dato tutto per vincere il traguardo volante, quando poi Chia Amaya è andato all’attacco, non sono più riuscito a tenerlo”.

Donne:

Barbara Kaltenhauser: “All’inizio le mie gambe erano pesanti, ma non ho mai pensato di non poter vincere. Non ho mai avuto contatto con le mie rivali e quindi la mia è stata una vittoria dall’inizio alla fine. Oggi non posso ancora dirvi se nella prossima edizione gareggerò nuovamente, come lo scorso anno, sulla distanza lunga. Lo deciderò all’ultimo, in maniera spontanea“.

Sandra Klomp: “A dire il vero, sono una specialista delle maratone e sarei dovuta partire per la lunga distanza, ma ieri all’ultimo momento ho cambiato idea. Sono felice del secondo posto, più avanti andava la gara, meglio mi sentivo e così ho raggiunto e superato Serena Calvetti, Kaltenhauser era troppo distante, ha iniziato la gara meglio di me“.

Serena Calvetti: “Normalmente preferisco le Cross-Country alle maratone, per me oggi è stata una bella sfida. Se si è abituati alle salite della durata di 1-2 minuti delle Cross-Country, quelle della Dolomiti Superbike sembrano interminabili. Per questo motivo nell’ultima salita ho perso molto tempo. È stata una gara meravigliosa e sono soddisfatta del terzo posto.”

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