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ALEXANDER ZELGER E MARINA ILMER Vincono il 34° Giro dlle Dolomiti

07.08.2010

ALEXANDER ZELGER E MARINA ILMER Vincono il 34° Giro dlle Dolomiti

I due altoatesini si sono laureati “Re” e “Regina” delle dolomiti nella 34^ edizione del “Giro”

Nemo profeta in patria? Non è certo il caso del Giro delle Dolomiti, la kermesse ciclista amatoriale organizzata dall’omonima associazione sportiva, “costola” dell’Ussa, sulla quale è calato oggi il sipario, al termine della sesta tappa. E a far festa, fra gli 800 ciclisti amatoriali iscritti, sono stati anzitutto due corridori di casa nostra. Eh sì, la 34esima edizione del Giro parla altoatesino nelle classifiche individuali assolute, tanto in campo maschile quanto in quello femminile. Fra i maschi continua a dettar legge Alexander Zelger, il ciclista di Monte San Pietro che ha collezionato il suo quinto successo consecutivo. Il “penta campeon” aveva già ipotecato la vittoria di questa edizione del Giro delle Dolomiti nella tappa di ieri che si è conclusa a sette chilometri dallo Stelvio. Ma anche oggi, visto il vantaggio risicato sul suo più immediato inseguitore, Zelger non ha potuto risparmiarsi. Nella “crono-sprint” dal bivio della Mendola al Bellevista (appena 6,5 km, con pendenze “morbide” fra il 6 e il 7%) si è classificato al secondo posto, dietro l’austriaco Wolfgang Hofmann (seconda vittoria di tappa per lui) ma davanti al vicentino Carlo Muraro, l’unico corridore che poteva ancora insidiare la leadership dello scalatore di Monte San Pietro che in classifica generale ha preceduto il rivale di poco meno di 30 secondi. “Dei miei cinque successi al Giro – ha commentato a fine tappa Zelger – questo è stato certamente uno dei più sofferti, se non il più sofferto in senso assoluto. Già lo scorso anno avevo dovuto sudare sino alla fine per aggiudicarmi il primo posto, ma questa volta Carlo Muraro mi ha tenuto il fiato sul collo sino all’ultimo chilometro dell’ultima tappa. Complimenti sinceri a lui, ma un plauso lo rivolgo anche all’austriaco Hofmann, che è stato un’autentica rivelazione, e all’inossidabile Giuliano Anderlini, che all’età di quasi 60 anni ha dimostrato di essere sempre un “grande”. Il suo ritorno mi ha fatto piacere e ha nobilitato questa 34esima edizione che – come sempre – è stata organizzata benissimo”.
In classifica generale, gradino più basso del podio per l’outsider austriaco Wolfgang Hofmann, che delle sei tappe disputate ne ha vinte due, una in meno di Zelger e una in più di Muraro.
In campo femminile dolcissima “prima volta”, invece, per la venostana Marina Ilmer (nella foto), che alla sua seconda partecipazione al Giro è riuscita a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro. “Sono felicissima – ha dichiarato a fine tappe la Ilmer, che nella graduatoria finale ha preceduto di oltre un minuto la tedesca Weiser – perché l’anno scorso avevo accusato dei problemi fisici che mi avevano costretto al ritiro. In quest’edizione, invece, tutto è andato per il meglio. E’ stato un bel duello con la germanica Weiser, che si è dimostrata una validissima rivale, come testimoniano le quattro vittorie di tappa sulle sei disputate. Ma io sapevo di poter fare la differenza sulle crono-scalate lunghe come quella di Passo Giovo o quella dello Stelvio. Lì ho fatto la differenza, e adesso mi godo il mio primo successo al Giro”.
Oggi la vittoria di tappa è andata alla Weiser, che è transitata per prima sul traguardo del Bellavista.
Terminata la “crono-sprint” gli 800 “girini” hanno raggiunto Mezzocorona, per il classico e irrinunciabile brindisi di fine “Giro” allo spumantificio Rotari. Poi il ritorno a Bolzano, al quartier generale della Fiera, dove – dopo pranzo – si è tenuta la cerimonia di premiazione con premi individuali e di squadra. “Come comitato organizzatore – ha spiegato il generale Carlo Bosin, presidente dell’Ussa e del Giro delle Dolomiti – possiamo ritenerci sostanzialmente soddisfatti di quest’edizione. Ottocento partecipanti sono un bel numero anche se al traguardo dei mille mi piacerebbe arrivare prima o poi. L’unico dispiacere è legato al maltempo che ci ha imposto di annullare la tappa dei Quattro Passi, la più paesaggistica in senso assoluto, e di non valicare il passo Stelvio a causa della neve. Vorrà dire che ci rifaremo nella prossima edizione, che stiamo già pianificando. Posso anticipare che – su richiesta dei partecipanti - l’idea è di riproporre la crono-scalata a Plan de Corones”.

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