Archivio
09 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17

Vademecuum
10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17

Le nostre news

Nalles, ultimo test aspettando la coppa del mondo

20.04.2010

Nalles, ultimo test aspettando la coppa del mondo

Va in archivio anche la terza prova degli Internazionali d'Italia giunti così al 'giro di boa'. Ancora una volta non possiamo non sottolineare l'alto livello del circuito principe per quel che riguarda il fuoristrada nostrano. Anche Nalles supera ampiamente l'esame, anche se di esame non si trattava di certo. L'organizzazione consolidata da anni di lavoro, la logistica tutta raccolta intorno al cuore di Nalles, e l'ospitalità del piccolo centro tra Bolzano e Merano, che dimostra una grande maturità nei confronti di questo sport, sono 'biglietti da visita' che non permettono di rimanere delusi dal week-end appena concluso.
Troppo spesso pensiamo che 'l'erba del vicino sia più verde', ma quando parliamo degli Internazionali d'Italia XC, non riesco proprio a pensarla così. Anche andando a curiosare in circuiti confinanti come la 'Racer Bike Cup' o la 'Coupe de France', crediamo di non avere molto da invidiare.

Non mancavano i big a Nalles. Oltre a tutti gli italiani ad esclusione di Fontana, la starting list era impreziosita dal campione del mondo Nino Schurter e dal bronzo di Canberra Florian Vogel. A loro si aggiungevano chiaramente tutti i migliori stranieri che corrono per team italiani. Probabilmente giusta anche la decisione del commissario UCI di non applicare la regola opzionale dell'80% che è obbligatoria solo in Coppa del Mondo, Campionati del Mondo e Giochi Olimpici. E' vero che la presenza di molti doppiati può aver penalizzato qualche big nei sorpassi, ma è altrettanto vero che su un tracciato abbastanza corto con giri intorno ai 13 minuti, se si fosse applicata la regola dell'80% sul tempo nel primo giro, solo 20 atleti sui 94 partenti avrebbero concluso la gara.

A Nalles mancava solo la televisione, intesa come diretta o ampia sintesi nell'immediato post evento. Il livello degli Internazionali d'Italia è ormai tale da anni, che ogni volta che si conclude una tappa, il mio pensiero è sempre lo stesso. Logorroico, testardo e per alcuni probabilmente ormai noioso, ma a questo sport olimpico mancano solo i media. O meglio, i media potrebbero permettere di migliorare ancora il livello di una organizzazione, sia di eventi che di team, talvolta inespressa più per assenza di fondi che per scarsa capacità.

Ultimamente, poi, sono gli stessi atleti azzurri a dimostrare di meritare un po' di spazio mediatico. Dopo gli exploit di Fontana a Massa Marittima e Montichiari, chi ha davvero impressionato ieri è stato Tony Longo. Non tragga in inganno leggere la classifica. Il bellunese, in questo periodo, ha una pedalata così fluida e agile da sembrare non faticare rispetto agli avversari. Purtroppo come domenica scorsa a Lugano, i problemi meccanici lo hanno penalizzato oltremisura. Nonostante ciò, a gara compromessa, ha inanellato una serie di giri veloci nonché il record del tracciato fermando il cronometro nel sesto giro dopo 12:04.04.
Insieme ai nostri due uomini di punta, si dimostrano sempre competitivi altri atleti italiani o stranieri ma che corrono con i colori di squadre italiane. Su tutti il francese Tempier, lo spagnolo Alvarez Gutierrez ed il bergamasco Cattaneo. Ottimo anche Felderer su un percorso cross country ma con tanta salita e che ben si addice ad un maratoneta come lui.
Anche in campo femminile, la nostra Eva Lechner sembra davvero essere pronta per la consacrazione anche a livello internazionale. Dopo anni di buoni risultati, sembra arrivato il momento di coglierne di ottimi.

Infine i giovani: Christian Cominelli stabilmente nei primi 10 assoluti; Diego Rosa che a Nalles entra anche lui nella top ten; Gerhard Kerschbaumer che pur faticando sta accumulando esperienza nella categoria superiore.
Sono tanti i motivi per cui attendiamo con interesse e curiosità in debutto in Coppa del Mondo di molti degli atleti citati. Domenica prossima a Dalby Forest ci sarà la 'prova del nove'. Vedremo se quanto dimostrato in questi 2 mesi dai nostri, troverà riscontro in una competizione per noi avara di soddisfazioni ormai da troppi anni. Nube permettendo, chiaramente. In Inghilterra ci potrebbero essere delle assenze importanti. Chi non ci sarà certamente è Kerschbaumer, e questa, scusatemi, equivale ad una bestemmia. A memoria non ricordo campioni tra quelli attuali, che non abbiano provato la dura legge della Coppa del Mondo, da debuttanti al primo anno nella categoria open. È vero, probabilmente lo vedremo con la Nazionale ad Houffalize e poi a Offenburg. Ma non è la stessa cosa. Le regole per determinare la starting list di Coppa, e l'affollamento che vi sarà in Belgio e Germania, obbligheranno l'altoatesino a sostenere una prova ad handicap. Kerschbaumer è un patrimonio di tutto il fuoristrada azzurro. I successi di tutta la mountain bike potranno in futuro passare anche per le sue affermazioni. E per arrivarci, la strada obbligata è anche quella dell'arena della Coppa del Mondo.

(Marco Tuninetti)

fonte: solobike.it

Pinocchio in bici
I nostri partner