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FORMAZIONE: CONVEGNO a Salsomaggiore Terme

09.02.2010

FORMAZIONE: CONVEGNO a Salsomaggiore Terme

Sabato 6 febbraio Salsomaggiore ha ospitato il Convegno dal titolo “Fare Ciclismo: Nuove esperienze e Nuove prospettive” organizzato dal Centro Studi unitamente alla Commissione Tutela della Salute della Federazione Ciclistica Italiana. Un momento di riflessione e confronto scaturito dall’esperienza del Giro d’Italia dilettanti 2009. L’appuntamento è stato introdotto, venerdì 5 febbraio,dalla conferenza stampa con la presenza di Renato Di Rocco, Presidente della Federciclismo.

Non solo ciclismo. Il Giro d’Italia dilettanti (GiroBio), che nel 2009 ha visto la partecipazione di ben 160 atleti italiani e stranieri, è stato anche e soprattutto il laboratorio sperimentale di un progetto profondamente innovativo nei suoi contenuti scientifici, etici, culturali e sociali. Proprio sulla base dei dati forniti da questa esperienza, il Centro Studi, presieduto dall’on. Vincenzo Scotti, e la Commissione Tutela della Salute della Federazione Ciclistica Italiana hanno proposto un momento di riflessione e confronto attraverso il convegno “Fare Ciclismo: Nuove esperienze e Nuove prospettive” tenuto sabato 6 febbraio presso il Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme. Il seminario era rivolto ai Dirigenti Federali, alle Società Sportive, ai Direttori Sportivi, ai Medici e a tutte le figure che con la loro professionalità operano, in modo diversificato, nel mondo del ciclismo dilettantistico.
Venerdì 5 febbraio, il Grand Hotel Porro di Salsomaggiore ha ospitato la conferenza stampa di presentazione, dove il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, l’ideatore del progetto Giro Bio, Giancarlo Brocci, il Direttore della Commissione Tutela della Salute, dott. Luigi Simonetto, hanno illustrato il significato, gli obiettivi e i contenuti dell'iniziativa. Intenso il programma del Convegno di sabato 6 febbraio, caratterizzato da una sessione unica nella mattinata e tre sessioni pomeridiane realizzate in contemporanea per le tre componenti che hanno concorso al progetto: i Direttori Sportivi, le società ed i medici.
La sessione del mattino è stata introdotta dai saluti dell’On.Scotti e del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco. S’è trattato di interporre una lente di ingrandimento sulla ricerca realizzata dal Centro Studi FCI durante le dieci tappe che hanno caratterizzato il Giro d’Italia dei dilettanti e sui suoi partecipanti, il cosiddetto “Giro Bio”. Numerosi gli interventi: “Perché il GiroBio” a cura di Giancarlo Brocci; “Finalità e modello organizzativo” del Dott. Luigi Simonetto; “Assistenza sanitaria centralizzata” di Carlo Guardascione; “Risposte fisiologiche e meccaniche” di Dario Broccardo; “La percezione della fatica ed il recupero” di Franco Impellizzeri; “Analisi di laboratorio” a cura di Tommaso Trenti. Un accento è stato messo sulla “Variazione dei parametri ematologici” di Pierluigi Fiorella, sulle “Risposte ormonali” di Marco Bonifazi e sugli “Aspetti nutrizionali” di Rosalba Mattei.
A chiusura della sessione mattutina, le considerazioni del Presidente del Centro Studi, on. Vincenzo Scotti.
I lavori sono proseguiti nel pomeriggio, a partire dalle ore 15.00, sempre accentrati sull’esperienza del GiroBio. Sono stati analizzati gli aspetti della “Gestione del corridore in una gara a tappe” sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista dei Direttori Sportivi, e la “Responsabilità sociale delle Società Ciclistiche in ambito dilettantistico”. Su questo tema, di particolare interesse la relazione del Dott. Luigi Simonetto, che ha illustrato il progetto presentato dalla Federazione Ciclistica Italiana al Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive.
Tra gli interventi, la relazione di Aldo Smolizza sull’interazione tra dirigenti-direttori sportivi-medici; quella del Procuratore Federale Gianluca Santilli riferiti alla figura e responsabilità del Presidente di società; alla formazione dei dirigenti (di Maurizio Decastri); alla responsabilità sociale (di Sergio Cherubini); alla privacy nell’attività ciclistica (di Gennaro Vecchione); al ruolo fondamentale della famiglia e del procuratore (di Giovanni Stella).
Due sezioni sono state dedicate all’approfondimento della gestione dell’atleta in una corsa a tappe: una dedicata all’aspetto medico, con interventi esplicativi riferiti anche all’aspetto tecnico; ed una dedicata alla modalità di gestione dell’atleta da parte del Direttore Sportivo, senza dimenticare il punto di vista medico, con relazioni specifiche a riguardo.

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